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Borgo e castello suddiviso in unità - Valdera - Pisa - A distanza di un millennio dalla sua costruzione, il Castello mostra la sua immutata imponenza dalla sommita' di una collina baciata dal sole e verde di lecci, di querce, di cerri che si accavallano infinitamente come le onde sul mare, in un'atmosfera unica posta nella parte della Valdera piu' seducente perche' ricca di armonia e serenita'. Scegliere di vivere in un'icona, in un paesaggio ideale favorito da una natura spettacolare ma anche plasmato dall'uomo, e' un sogno divenuto realta' grazie all'attenta ristrutturazione dell'intero complesso. L'intervento ha richiesto un ampio progetto di recupero partendo dal rispetto e dalla valorizzazione delle tracce storiche, ma consentendo un equilibrato e moderno utilizzo degli ampi e suggestivi spazi disponibili. Per esempio l'unita' 19 presenta un appartamento su un unico piano di 145 mq caratterizzato da begli affreschi settecenteschi. Questa unita' puo' essere venduta accorpandola all'appartamento vicino, ugualmente affrescato. Il contesto storico del castello: Come risulta dall'archivio conservato presso la Certosa di Calci, risale al 1321 il primo documento relativo all'acquisto di un pezzo di terra nella parte della Valdera piu' vicina all'Arno effettuato da un esponente della nobile famiglia pisana dei Gambacorta, mentre risale al 1398 la presa di possesso da parte del monastero dell'ordine certosino fondato nella vallis Gratiosa grazie a una donazione ad esso indirizzata, secondo il testamento di Lotto di Francesco di Coscio Gambacorta: i due piccoli castelli con villa e grancia (fattoria). L'acquisizione dei beni Gambacorta da parte della Certosa di Calci fu oggetto di controversie da parte dei parenti di Lotto Gambacorta, ma alla fine i Certosini riuscirono a vincere mantenendo il possesso dell'intero complesso fino ai primi anni del XIX secolo quando, in conseguenza dell'emanazione del Decreto Imperiale con il quale Napoleone Buonaparte aveva ordinato l'abolizione degli ordini religiosi, la Certosa di Calci viene soppressa e la grancia con il borgo e l'antica chiesa dedicata a San Iacopo fu sciolta e successivamente alienata a privati.
 
 
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